Prostata: dieta, sesso e visita

Esiste una dieta per ridurre i valori di PSA? E il sesso fa bene o male alla prostata? Gli Esperti in Urologia ci spiegano anche che il tumore alla prostata non da’ sintomi e perché per una corretta prevenzione il dosaggio PSA e l’ecografia non bastano: la visita urologica è fondamentale. Attenzione anche alle prostatiti e a tutti i disturbi infiammatori.

Aggiunto il 24 Ottobre 2018

Debora Marchiori, urologo, intervista Alessandro Bertaccini, ricercatore all’università di Bologna ed esperto di uro-oncologia.

Nella prima parte dell’intervista abbiamo parlato delle funzioni della prostata, della necessità di informarsi (leggere, chiedere al Medico e poi iniziare i controlli) e del ruolo del PSA, che può variare da persona a persona e che può modificarsi con lo stile di vita e l’alimentazione.

Marchiori: Esiste una dieta del PSA? E’ possibile ridurre i valori con l’alimentazione?  

Bertaccini: E’ un argomento controverso. La dieta del PSA appartiene alla leggenda del web: è difficile modificare i valori con la dieta; invece, i sintomi urinari possono trarre beneficio da un’alimentazione corretta. E talvolta si associa a una riduzione di sintomi una riduzione del psa. Una dieta mediterranea, ricca di sostanze antinfiammatorie e antiossidanti, ricca di pesce, vegetali, frutta, con un apporto di olio d’oliva e di buon vino può incidere positivamente sia sul psa sia sui disturbi. Eviterei anche alimenti che possano alterare l’alvo intestinale, che ha una grossa importanza nei disturbi disurici e nel psa: un buon microbiota intestinale comporta una riduzione di carica batterica a livello intestinale, significa in pratica meno batteri che passano in vescica e che hanno un effetto irritante e infiammatorio anche per la prostata.

Marchiori: E il sesso? Fa bene o male alla prostata?

Bertaccini: L’attività sessuale, se regolare e sana, è benefica per la ghiandola prostatica. Il problema riguarda l’attività sessuale saltuaria, ridotta, dove molto spesso i liquidi prostatici restano per lunghi periodi all’interno della ghiandola prostatica, e l’attività sessuale non protetta dove ci si può ammalare di malattie sessualmente trasmissibili, che possono portare danni alla ghiandola prostatica. Nel complesso un’attività sessuale regolare e sana è benefica.

Marchiori: Parliamo di visita urologica esplorativa: è ancora importante farla, anche se in molti campi abbiamo a diposizione tecnologie molto avanzate?

Bertaccini: È una visita fondamentale per lo stato di valutazione della salute della prostata, perché il dito esperto può sentire, entrando nella prima parte del retto, la ghiandola prostatica che si appoggia al retto, quindi la presenza di noduli o di calcificazioni, capire se è presente uno stato infiammatorio. Resta quindi fondamentale la valutazione urologica e l’esplorazione rettale.

Marchiori: Come fa un paziente ad accorgersi se sta sviluppando un tumore, ci sono dei sintomi o dei segnali che possano portare a fare dei controlli adeguati?

Bertaccini: Non esistono sintomi specifici, se vogliamo controllare bene la prostata nel tempo dobbiamo andare regolarmente dal nostro specialista di fiducia, che valuterà i sintomi disurici, se ci sono; valuterà con l’esplorazione rettale, monitorerà il psa nel tempo e consiglierà delle terapie di mantenimento per la salute della prostata. Non esiste un sintomo specifico di allarme, anzi molto spesso i sintomi non si collegano al tumore.

Marchiori: Quindi un uomo giovane, di 45 anni, che viene inviato dal medico curante a fare il dosaggio psa e un’ecografia prostatica transrettale, che è la tecnica diagnostica mirata alla valutazione della ghiandola, di fronte a un esito senza nessun particolare reperto patologico, può stare tranquillo o è necessario rivolgersi a uno specialista?

Bertaccini: Dosaggio psa ed ecografia sono utili ma vanno integrati con la valutazione specialistica e l’esplorazione rettale, altrimenti non hanno grande significato di diagnosi precoce e prevenzione nelle malattie della prostata.

Marchiori Quando facciamo un’ecografia o utilizziamo una tecnica di imaging, riusciamo a vedere se un tessuto è malato o sano: per quale motivo un’ecografia alla prostata non è sufficiente?

Bertaccini: Per le caratteristiche anatomiche della prostata. Queste malattie possono partire da molto piccole e sparse senza alterazioni tissutali, e senza noduli come avviene ad esempio per la mammella. In fase iniziale molto spesso non è evidenziabile un nodulo a livello ecografico e tante volte neanche a livello esplorativo, per questo motivo tutti i dati vanno integrati. Quando ci sono delle alterazioni che sono sospette e si mantengono alterate nel tempo, solitamente lo specialista provvede con ulteriori accertamenti, per una diagnosi più specifica.

Marchiori: Esiste una correlazione tra ipertrofia prostatica benigna o la prostatite, che interessa soprattutto i giovani, e il tumore della prostata?

Bertaccini: L’ipertrofia prostatica benigna è un’entità benigna, e non si potrà trasformare in un tumore. Dobbiamo pensare che queste tre malattie (ipertrofia, prostatite, tumore) possono nascere in tempi diversi o coesistere. Mi rivolgo ai giovani, che spesso soffrono di fatti infiammatori, come prostatite o malattie pelviche: queste infiammazioni possono portare nel tempo a un’instabilità genetica e quindi a favorire lo sviluppo di certe malattie tumorali o una crescita anomala della ghiandola prostatica. Massima attenzione, quindi, alla salute della propria prostata fin da giovani, anche per disturbi infiammatori non sempre ben caratterizzati. Rivolgetevi all’urologo se avete disturbi o anomalie nella minzione, disturbi scrotali, disturbi sovrapubici, disturbi in zona urogenitale, fate una chiacchierata e chiedete un consiglio.

In sintesi: non fidatevi di un’ecografia, non fidatevi di un solo psa! Rivolgetevi sempre a uno specialista che possa valutare la vostra situazione a 360 gradi. Nella prossima puntata parleremo di terapia per le malattie della prostata, continuate a seguirci!

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