La funzione della prostata

Qual è la funzione della prostata, quali sono i controlli da fare? La prostata è una ghiandola fondamentale per la sessualità, la riproduzione e la qualità di vita dell’uomo: in realtà, tanti uomini di accorgono di avere una prostata solo quando si ammala! Capiamo insieme agli Esperti cosa fare per prevenire il tumore e come leggere i valori del PSA.

Aggiunto il 17 Settembre 2018

Debora Marchiori, urologo, intervista Alessandro Bertaccini, ricercatore all’università di Bologna ed esperto di uro-oncologia.

Marchiori: Spesso gli uomini scoprono di avere la prostata quando si ammalano, oppure quando sentono di un parente o un amico che si è ammalato. Ci racconta a cosa serve la prostata e perché è importante che resti in salute?

Bertaccini: La prostata è una ghiandola fondamentale per l’uomo. E’ la prostata a produrre il liquido seminale ed è a contatto con i nervi dell’erezione: ecco perché è fondamentale per la sessualità. E’ importante anche per la fertilità, perché permette la riproduzione. La prostata consente anche di mantenere separate le vie seminali da quelle urinarie. Pur essendo nascosta, tra il retto e la vescica, è davvero importante per la qualità di vita di noi uomini: infatti, quando si ammala, una delle preoccupazioni più frequenti è proprio quella di perdere la qualità della vita, oltre che incorrere a problematiche oncologiche.

Marchiori: Il tumore alla prostata è il primo per incidenza, il secondo per mortalità. E’ quindi una malattia che ha un grosso impatto sulla popolazione. Cosa stanno facendo sia il mondo scientifico sia la popolazione maschile per fare prevenzione?

Bertaccini: La neoplasia prostatica è un argomento molto complesso che riguarda un’altissima popolazione maschile. In pratica, i dati ci dicono che dopo i 50 anni 1 uomo su 8 verrà colpito dal tumore alla prostata. E’ un argomento difficile, spesso si ha paura. Per questo, a volte gli uomini tendono a non informarsi, ne parlano in circoli ristretti, in famiglia o al bar… Invece il primo passo da fare è informarsi, leggere, anche Internet, che oggi rappresenta una grande fonte di informazione, ma soprattutto chiedere a una persona di fiducia che si occupa di prostata, fare domande, e così si inizia a conoscere la prostata e si inizia un percorso che ci permetterà di garantire la salute di quest’organo e liberarci dalle paure.

Marchiori: Ha parlato di Internet: digitando “prostata” su Google compaiono 18 milioni di risultati. Internet è un amico o un nemico per la salute?

Bertaccini: Penso che occorra documentarsi, informarsi e poi scambiare opinioni e pareri con gli addetti ai lavori. Internet non permette di filtrare le informazioni, quindi parlare con il Medico è fondamentale per rispondere a tutte le domande che ci assillano e impediscono a noi uomini di iniziare un percorso precoce e conoscere la nostra prostata. Solo parlando con il nostro referente riusciremo a “sbloccarci” e andare finalmente a un controllo.  E la prima parte di questo percorso è parlare con il nostro referente, fare domande specifiche e capire il significato per noi di uno screening, di un percorso e di una diagnosi precoce.

Marchiori: Parliamo di controlli allora, iniziamo dal PSA. Sappiamo che il psa è una proteina prodotta dal nostro organismo che monitora lo stato di salute della prostata. Spesso quando è alterato il paziente lo associa a una forma tumorale. In effetti dalla sua scoperta, nel 1986, l’aumento di questa proteina nel sangue è stato associato a un rischio tumorale più alto. In realtà le scoperte successive hanno evidenziato come questo non sia sempre vero: avere un PSA alto non significa avere un tumore, i pazienti invece sono terrorizzati e questo li blocca nel seguire un iter di controlli successivi.

“Ho il psa alto, cosa devo fare?”: questa è la domanda più frequente che viene posta al medico davanti a un valore che sembra alterato.

Bertaccini: in realtà il PSA non è sinonimo di malattia tumorale, non esiste un valore che protegga in assoluto dal tumore, anche valori molto alti spesso non si associano a patologie tumorali. Ognuno di noi ha un psa di natura, che può avere determinati valori. E’ un dato personale, ci sono persone che hanno valori più alti o più bassi e li mantengono così nel tempo. Spesso negli anni tende a crescere, così come tende a crescere con il volume della prostata, tende ad alterarsi con l’infiammazione o anche con atti quotidiani: attività sportiva, andare in bicicletta, fare l’amore. Aumenta con l’ospedalizzazione, probabilmente a causa dello stress che il ricovero comporta. Il psa va valutato con molta attenzione nelle famiglie a rischio di tumore alla prostata dove abbiamo più consanguinei che si ammalano.  In pratica, il PSA va contestualizzato e adattato al singolo paziente. 

 

Nella seconda parte dell’intervista sulla prostata parliamo di sesso, dieta, ecografia e visita urologica.

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