Cistite: colpa dell’ospite sgradito!

Bruciore, fastidio, senso di pesantezza e – soprattutto – quel continuo bisogno di “andare in bagno”! Moltissime donne ne soffrono (più volte l’anno dicono le statistiche), soprattutto dopo la menopausa. E allora iniziano ripetuti cicli di antibiotici che, spesso, non risolvono il problema. E allora? Come battere questo batterio così aggressivo (il suo nome è Escherichia Coli) che, quando il calo degli ormoni riduce le difese della vescica, proprio non se ne vuole andare? In questa prima puntata di Occhio clinico ma non solo la Prof.ssa Debora Marchiori, specialista urologo, ci aiuta a capire come affrontare un problema così fastidioso con la giusta terapia e qualche consiglio preventivo.

Aggiunto il 17 Settembre 2018

Buongiorno e benvenuti a Occhioclinico.

Oggi parleremo di un argomento veramente interessante che prevede un ospite molto famoso. Prima di svelarvi quello che è il tema della puntata voglio presentarvelo: è noto a molte pazienti e molti pazienti, a specialisti come urologi, medici di base, internisti, perché ha un grande interesse a colonizzare il nostro organismo.

Vi presento l’escherichia coli

E’ un ospite che sembra gradito, dall’aspetto tenero… (guarda il video) ma può diventare molto aggressivo! Oggi cercheremo di capire per quale motivo questo microrganismo che sembra apparentemente innocuo può essere molto dannoso per il nostro organismo: nel momento in cui colonizza le nostre vie urinarie determina delle condizioni patologiche che impattano severamente la qualità di vita dei pazienti.

Immaginate una situazione in cui abbiamo un giardino ben curato dove improvvisamente i giardinieri non vengono più ad occuparsene. Succede che le erbacce e tutti i contaminanti invadono  una condizione così bella e armoniosa, senza nessun controllo. Dobbiamo considerare che la vescica è un organo totalmente impermeabile e ha un impianto immunitario e difensivo veramente importante. Non è normale che l’escherichia coli vada a colonizzare stabilmente la nostra vescica e provochi dei danni! Evidentemente ci sono delle condizioni che predispongono a questa situazione, come vedremo.

Escherichia coli: dall’intestino alla vescica

L’escherichia coli migra dall’intestino, dove rappresenta un essere patogeno, e va ad occupare la parete vescicale penetrando  all’interno dello strato cellulare come si trattasse di un appartamento. Per farmi capire, io spesso rappresento la vescica come un condominio che viene occupato da ospiti indesiderati, e che difficilmente vengono rimossi.

Oggi sappiamo chiaramente quali sono le armi d’attacco di questo microrganismo: si tratta un batterio caratterizzato da un corpo centrale, dal quale partono delle ramificazioni che usa per attaccarsi alle cellule della vescica. Nel momento in cui le cellule della vescica sono attaccate, entra all’interno di essa e si comporta quasi come un virus. Ecco perché molte delle terapie consuete non sono efficaci verso questo batterio.

Quali sono le condizioni predisponenti?

Ci sono tantissimi pazienti che lamentano la persistenza di questo microorganismo. Innanzitutto ci sono delle comorbidità, ovvero condizioni che il paziente può avere indipendentemente da patologie dell’apparato urinario, come ad esempio i diabetici, che hanno un abbassamento delle difese immunitarie; oppure anomalie anatomiche o fattori predisponenti come la gravidanza. Ma ce n’è una in particolare che favorisce questo attacco, questa migrazione anomala dall’intestino, ed è la menopausa.

Stiamo parlando di un periodo della vita di una donna in cui le difese immunitarie cambiano e cambia la componente di ormoni estrogeni che circolano nell’organismo. La riduzione degli ormoni a questo livello provoca un cambiamento anche per quanto riguarda la struttura e la conformazione dell’apparato urinario.

I sintomi

Adesso invece cerchiamo di capire per quale motivo quando l’escherichia coli colonizza la nostra vescica le pazienti lamentano quei tipici disturbi come l’aumento della frequenza minzionale, il bruciore, senso di incompleto svuotamento vescicale, senso di peso, che disturbano e alterano la qualità di vita. Immaginiamo che la vescica sia come una piscina e il suo contenuto, ovvero le urine, sia l’acqua. Normalmente l’acqua rimane all’interno e non esce e tutto è in ordine, non ci sono allagamenti, se vogliamo prendere il sole possiamo metterci a bordo della piscina senza problemi.

L’attività dell’escherichia coli nei confronti della nostra vescica può essere associabile a quello che potrebbe accadere se le pareti della piscina fossero danneggiate e quindi l’impermeabilizzazione delle pareti non fosse più garantita. L’acqua verrebbe a contatto con le altre strutture murarie provocando delle infiltrazioni.

La perdita di impermeabilizzazione della vescica

In vescica l’escherichia coli rosicchia le pareti e crea un tramite tra il contenuto della vescica, cioè le urine, e tutto ciò che è situato oltre le cellule, dove sono ci sono i vasi e i nervi; questo giustifica la sintomatologia che riportano le pazienti. L’aumento della frequenza minzionale si può spiegare come il corto circuito che si crea qualora dell’acqua venga a contatto con dei circuiti elettrici. Teniamo presente che in questo caso non si parla di acqua ma di urine, una sostanza acida che è irritante. In più, il contatto fra l’urina e i vasi capillari vescicali ne aumenta la fragilità danneggiandoli e quindi provocando un fenomeno infiammatorio emorragico chiamato “cistite emorragica”. E poi il dolore, che è legato all’irritazione delle fibre nervose, che in questo caso trasmettono un impulso dolorifico più potente di quello che trasmetterebbero in una condizione normale.

Questo è il quadro legato alla colonizzazione di quel microrganismo quando viene ad attaccare la nostra vescica.

Le donne e la menopausa

Se facciamo un’analisi dei pazienti maggiormente colpiti dalle cistiti abbiamo sicuramente la maggior parte delle donne over 50. Sono pazienti che si trovano nella fase della loro vita chiamata menopausa, quando il ciclo mestruale è terminato e progressivamente gli ormoni estrogeni si riducono.

Quello che affligge maggiormente queste pazienti è il fatto di avere progressivamente una riduzione della loro qualità di vita perché continuamente affette da un sintomo che loro chiamano cistite. Dico “loro chiamano” cistite perché in realtà la cistite è l’espressione di una condizione clinica che spesso si autolimita e si conclude con un’adeguata terapia e tendenzialmente non ha delle sequele.

In questo caso, si tratta un sintomo cistitico che esprime una vera e propria patologia in cui la cistite è recidiva, attacca continuamente queste pazienti e molto spesso non risponde alle convenzionali terapie. Molto spesso le donne che ne soffrono lamentano anche depressione perché non riescono a risolvere il loro problema. Ma perché proprio la donna, quali sono le caratteristiche del corpo femminile che predispongono a questo tipo di patologia?

Disequilibrio ormonale e cistite

Innanzitutto bisogna dire che gli organi urinari femminili sono ormono-responsivi, quindi se calano gli ormoni anche l’apparato urinario soffrirà e quindi di conseguenza si avranno dei sintomi. Quello che accade è che la riduzione o il disequilibrio ormonale provoca una riduzione dello spessore delle barriere difensive e quindi è più facile che questi microrganismi riescano a transitare dall’intestino verso la vescica. Questo è anche uno dei motivi per cui spesso queste infezioni recidivano e non riescono ad essere trattate con le terapie convenzionali.

Le donne che vengono presso il mio ambulatorio, e in generale le donne affette da cistiti ricorrenti, sono spesso molto tristi, depresse perché sentono la mortificazione di continui tentativi terapeutici senza avere un risultato efficace.

Cosa succede se la vescica non è più “protetta”

La causa principale dell’attacco dell’escherichia coli all’interno delle cellule della vescica e dell’uretra è il fatto che in menopausa e in tutte le condizioni in cui calano gli ormoni estrogeni assistiamo a una riduzione del numero delle file di cellule che compongono la nostra parete vescicale. Questa riduzione e i microtraumi legati anche all’attività sessuale durante la penetrazione fanno facilmente passare l’escherichia coli che si trova nell’intestino o in vagina all’interno della vescica. E lì colonizza e determina quei sintomi di cui abbiamo parlato prima parlando delle pareti della piscina che vengono alterate. In questo caso, essi vanno a modificare la struttura della vescica per cui spesso anche piccoli riempimenti danno un aumento della frequenza minzionale. Le fibre nervose vengono super eccitate, per cui avremo sensazione di dolore anche quando questo non dovrebbe essere evocato e tutta una serie di sintomi che vanno sotto il nome di cistite. Le pazienti che sono affette da contaminazione da escherichia coli, quindi, lamentano la cistite: ora dovremo capire come fare per trattarla con successo.

Oggi quindi abbiamo capito che batteri apparentemente innocui come l’escherichia coli in realtà possono essere estremamente dannosi per il nostro organismo. Vi aspetto nella prossima puntata di Occhioclinico dove parleremo delle strategie che si possono mettere in atto per cercare di combatterlo e per cercare di dargli una nuova dimora!

Per saperne di più, www.deboramarchiori.it 

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